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2004 Critica Marxista - Il patto di Roma e la nascita del sindacato moderno

 

 

  • IL PATTO DI ROMA E LA NASCITA DEL SINDACATO MODERNO...

Sessanta anni fa, con il Patto di Roma, nasceva come sindacato unitario

la Cgil, protagonista dei primi anni dell'Italia democratica.

Anche dopo la scissione del 1948, molti punti fermi del Patto rimasero validi.

La sua ottica unitaria trova le proprie radici anche nella storia sindacale di Di Vittorio.

La trattativa condotta per diversi mesi, tra l'ottobre 1943 e il maggio del 1944, tra i rappresentanti del Pci, della Dc e del Psi, per dare vita ad una organizzazione sindacale unitaria che fosse rappresentativa della grande maggioranza dei lavoratori del nostro paese, si concluse con la firma di un documento che ha per titolo "Il Patto di unità sindacale". Questo venne firmato da Giuseppe Di Vittorio, Achille Grandi, Emilio Canevari, rispettivamente per il Pci, la Dc, il Psi. La firma di quello che sarà chiamato il Patto di Roma avvenne nella notte tra il 3 e il 4 di giugno, in piena occupazione nazista, anche se formalmente esso porta la data del 9 giugno, quando il documento fu ufficialmente siglato dai tre esponenti sindacali, qualche giorno dopo la liberazione della capitale.........

 

 

Il Patto di Roma

 

 

2005 Avvenimenti - Di Vittorio e il Patto di Roma

 

 

    • Di Vittorio e il Patto di Roma......

    La trattativa condotta per diversi mesi, tra l'ottobre 1943 e il maggio del 1944 tra i rappresentanti del Pci, della Dc e del Psi, per dare vita ad un'organizzazione sindacale unitaria che fosse rappresentativa della grande maggioranza dei lavoratori del nostro paese, si concluse con la firma di un documento che ha per titolo "Il Patto di unità sindacale". Venne firmato da Giuseppe Di Vittorio, Achille Grandi, Emilio Canevari, rispettivamente per il Pci, la Dc, il Psi. La firma di quello che sarà chiamato il "Patto di Roma" avvenne nella notte tra il 3 e il 4 giugno, in piena occupazione nazista, anche se porta la data del 9, quando il documento fu ufficialmente siglato dai tre esponenti sindacali, qualche giorno dopo la liberazione della capitale. Il primo atto, di importanza politica e storica fondamentale, col quale lo schieramento delle forze democratiche e antifasciste si presentava alla parte liberata del paese e all'Italia tutta, era costituito dalla nascita della Confederazione generale italiana del lavoro: un sindacato unitario, ma non unico; libero, indipendente dai partiti, dal governo, dai padroni; non obbligatorio, ma legato all'adesione e partecipazione volontaria dei lavoratori, occupati e non occupati........

     

 

 

 2005 Avvenimenti Di Vittorio e il patto di Roma

2006 Critica Marxista Dalla rivolta Ungherese all'VIII Congresso

 

 

  • DI VITTORIO E IL 1956: DALLA RIVOLTA UNGHERESE ALL'VIII CONGRESSO…..

La vera storia della presa di posizione della Cgil sui fatti d'Ungheria.

I contrasti nel Pci e l'infondata ipotesi della contrapposizione di Di Vittorio a Togliatti.

L'VIII Congresso e il riconoscimento della autonomia della Cgil.

Il 23 ottobre 1956 iniziano a Budapest manifestazioni di studenti, di operai, di lavoratori appartenenti alle più importanti fabbriche della città. Si verificano subito scontri sanguinosi con la polizia. Molti sono i morti e i feriti. Le informazioni che giungono nel nostro paese sono confuse, contraddittorie. Un fatto è certo: lo Stato socialista in Ungheria è in piena crisi; il Partito operaio ungherese, retto con mano dura e pesante da Rakosi, in dissoluzione; il governo praticamente inesistente. In questa situazione, a sacrosanti motivi di malcontento, di critica giusta, esasperata da lunghi anni di metodi di direzione antidemocratici e burocratici, si uniscono e si confondono veri e propri atti di provocazione, di intervento armato per indirizzare tutto il movimento in una direzione diversa da quella che poteva aver spinto masse importanti di operai, di lavoratori, di giovani, i quali chiedevano cambiamenti radicali pur nel quadro del mantenimento di un regime socialista, anzi di un suo consolidamento in senso democratico....

 

Di Vittorio e il 1956 - La rivolta Ungherese

2006-Critica-Di Vittorio e il 1956: dal XX Congresso a Poznan

 

 

Di Vittorio e il 1956: dal XX Congresso a Poznan......

 

Il "Rapporto segreto" di Cruscev e le ripercussioni nel Partito comunista italiano.

La posizione di Togliatti e quella di Di Vittorio, in continuità con la storia del dirigente sindacale, allora a capo della Cgil.

La crisi polacca e il ritorno di Gomulka: un dramma solo rinviato.

Il 1956 viene ricordato, soprattutto, come l’anno del XX Congresso del Pcus e dei fatti d’Ungheria: due avvenimenti, tra di loro collegati, che assumono un rilievo di importanza storica per il movimento comunista internazionale e per l’intiera umanità. Crollano miti e credenze a lungo radicati nella coscienza di milioni di uomini. La realtà si presenta per quella che è effettivamente, in tutte le sue contraddizioni, fino a quelle più laceranti e drammatiche, spezzando molti dogmi e molti schemi. Tra la fine di ottobre e i primi di novembre, con l’intervento sovietico in Ungheria e l’attacco anglofrancese all’Egitto, il pericolo di una guerra generalizzata si fa molto grave. Il mondo socialista è posto a nudo, ad incominciare dall’Unione Sovietica, nelle sue contraddizioni, nei suoi ritardi, nei gravi errori compiuti, nei delitti consumati sotto la lunga e autoritaria direzione staliniana, pur nel quadro di un’opera grandiosa di trasformazione sociale, economica, politica che non ha precedenti nella storia degli uomini.......

 

 

Di Vittorio e il 1956 - dal XX Congresso a Poznan

 

 

2007 - Critica - Togliatti e Di Vittorio: dissensi e convergenza

 

TOGLIATTI E DI VITTORIO: DISSENSI E CONVERGENZA SUI FATTI D'UNGHERIA

Michele Pistillo

 

Tra Di Vittorio e Togliatti un lungo rapporto di stima e collaborazione . Tra i motivi di dissenso più rilevanti, il ruolo e l'autonomia del sindacato: Di Vittorio si battè a lungo contro la sopravvivenza della teoria della «cinghia di trasmissione». I fatti  di Ungheria, le polemiche  di cinquant'anni dopo e la realtà documentata dei fatti.

Quando Di Vittorio entra nel Partito comunista, nel­ l'agosto del1924, col gruppo dei terzinternazionalisti che faceva capo a Giacinto Menotti Serrati, ha 32 anni e gran parte della sua esperienza di carattere essen­ zialmente sindacale si è svolta all'insegna del sinda­ calismo rivoluzionario, del quale era il maggiore e più popolare rappresentante in Puglia. Sappiamo che il suo sindacalismo rivoluzionario aveva molte peculia­ rità che lo differenziavano non poco da quello espres­ so a Parma e in Emilia da Alceste De Ambris. La più importante era rappresentata dalla ricerca dell'unità fra i lavoratori e le diverse organizzazioni sindacali, secondo la linea: <<in ogni comune una sola lega e una sola camera del lavoro». Questa linea rimarrà, fino alla sua morte, uno dei cardini fondamentali della sua concezione del sindacato.

autonomo rispetto ai braccianti agricoli. Questo fatto non aveva solo un valore puramente organizzativo, ma rientrava nella più ampia linea agraria e conta­ dina fissata dal Congresso di Lione. Di Vittorio, nei forti limiti imposti dal fascismo, svolge, fino ai primi del1926, quando viene arrestato e rimane in carcere per diversi mesi, un intensa atti­ vità che è stata, in parte, ricostruita e documentata 1 • Con la fine di ogni legalità e le Leggi ecceziona­ li del novembre 1926, Di Vittorio sfugge alla cattura e si rifugia con tutta la famiglia a Parigi. Vi resta fino al gennaio 1928, occupandosi prevalentemente del la­ voro fra gli immigrati italiani, numerosi in Francia. Nel gennaio 1928 viene inviato a Mosca ed entra a far parte del Comitato direttivo del Krestintern (Interna­ zionale contadina), sorto nell'ottobre 1929.

 

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